Novi Ligure: La Città del Cioccolato (quello con la C maiuscola), dei “Campionissimi” e della Focaccia Novese. Queste sono solo alcune delle peculiarità che caratterizzano Novi Ligure, una deliziosa cittadina del Basso Piemonte e situata nella regione storica dell’Oltregiogo, nella porzione di sinistra della Valle Scrivia e che fa da “spartiacque” alle Colline del Gavi dell’Alto Monferrato e ai rilievi dell’Appennino Ligure-Piemontese.
La storia c’insegna che “Novi è l’ultima città dello Stato di Genova, vantandosi come la sua metropoli, di possedere affreschi e sorbetti eccellenti”. Questo è ciò che affermò Charles de Brosses, il conte di Tournay, da un estratto de “Le président de Brosses en Italie. Lettres familières écrites d’Italie en 1739 et 1740”.
Il filosofo e politico francese tutti i torti non li aveva: perdendosi nel Centro Storico di Novi Ligure, è possibile ammirare i numerosissimi palazzi novesi affrescati e che, ancora oggi, conservano quei tratti caratteristici ispirati sia per la tonalità sia per la composizione agli altrettanto meravigliosi palazzi di Genova. Gli esempi più belli e meglio conservati sono quelli di Palazzo delle Piane e Palazzo Negroni, situati nella Piazza delle Piane, la “Collegiata” di Novi Ligure in cui è situata anche l’incantevole Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Fontana di Piazza delle Piane. A livello artistico, sempre per quanto concerne il Centro Storico cittadino, si segnalano la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Sant’Andrea lungo Via Roma e la Chiesa di San Nicolò lungo Via Girardengo.
Percorrendo le due vie principali del centro storico, ovvero Via Roma e Via Girardengo, ci s’imbatte in numerosi negozi di abbigliamento, artigianato ed enogastronomici. Proprio da quest’ultimi, è possibile degustare i prodotti tipici novesi, ossia la Farinata, i Baci di Dama Novesi, i Canestrelli Novesi, i Corzetti e le “Cece della Merella”.
Novi Ligure, insieme a Tortona, è uno dei centri cittadini più importanti del territorio. Queste due città assieme raccontano in parte la storia del territorio, una storia di un territorio da sempre “di passaggio” e “di contesa” e che, oggigiorno, ci mostra un’importante influenza delle differenti culture del passato che hanno dominato il territorio. Oltre all’Epoca Genovese durata dalla metà del 15º Secolo fino alla fine del 18º Secolo, Novi Ligure era già abitata in epoca romana da una piccola comunità rurale che accoglieva alcuni cittadini Romani dell’ormai abbandonata città Romana di Libarna dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Nel successivo dominio da parte dei Longobardi, l’antica Novi Ligure visse un progressivo recupero di terre abbandonate con una forte spinta agricola, bonificando diverse aree delle campagne Novesi e migliorando la generale produzione locale con un incremento degli allevamenti. Questo sviluppo aprì la cittadina a diverse rotte commerciali tra la pianura e il mare nella cosiddetta “Via del Sale”. Dai primi decenni del 12º Secolo Novi Ligure fu libera da domini esterni, passando poi verso fine Secolo sotto il controllo di Tortona. Venne donata per 9 anni anche al marchese del Monferrato tra il 1223 e il 1232 per poi tornare sotto il dominio Tortonese fino al 1264, quando il Gran Marchese del Monferrato Giuglielmo VII Lungaspada la riconquistò per averla nuovamente sotto il suo controllo. Fu un periodo abbastanza tormentato per Novi Ligure essendo contesa tra il Monferrato e i Visconti. Quest’ultimi ebbero la meglio nel 1353 quando Giovanni Visconti riuscì ad impadronirsi della città, assumendo allo stesso tempo la Signoria di Genova. Il Secolo successivo Novi Ligure si liberò definitivamente dal dominio di Milano dopo la morte di Filippo Maria Visconti, aprendo dal 1447 la sua epoca genovese. Il periodo di transizione fu lungo e solo nel 1529 la città passò sotto il controllo della Repubblica di Genova, quando l’attuale capoluogo Ligure conquistò definitivamente il territorio ampliando il suo dominio dell’entroterra. Novi Ligure diventò così il principale centro dell’area geografica chiamata Oltregiogo e rimase sotto il dominio Ligure fino al 1797, anno in cui ci fu una grandissima instabilità a livello politico a causa della Prima Campagna d’Italia di Napoleone. Quelli che dovevano essere i liberatori e portatori di libertà, si rivelò una grossa delusione dato che la loro condotta fu prettamente violenta. Nel 1799 a Novi Ligure ci fu una sanguinosa battaglia tra I Francesi (che nel frattempo avevano il controllo del territorio col generale Joubert) e gli austro-russi condotti dai generali Suvorov e Melas. Lo scontro avvenne nei territori della Val Lemme e della Valle Scrivia e da esso uscirono vincitori gli austro-russi il 15 agosto del 1799, costringendo i francesi ad abbandonare il Piemonte e ripiegare su Genova, dando la sensazione di una definitiva resa francese. Il dominio austro-russo in realtà durò poco dato che Napoleone nel giugno del 1800 li sconfisse nella vicina Marengo (nei pressi di Alessandria). Novi appartenne poi al Dipartimento di Genova dal 1805 al 1815, anno in cui la città fu annessa al Regno di Sardegna come conseguenza degli accordi del Congresso di Vienna nel quale fu abolito il Dipartimento di Genova ed istituita la nuova Divisione di Genova. Successivamente nel 1818, Novi Ligure divenne capoluogo della Provincia di Novi di questa divisione, rimanendo tale fino a quando il Primo Ministro Urbano Rattazzi, nell’ottobre del 1859, col Decreto Rattazzi soppresse la provincia e istituì quella di Alessandria, “portando” la città definitivamente in Piemonte a livello amministrativo. Da qui la città iniziò a vivere un periodo roseo anche grazie alla costruzione della linea ferroviaria Torino-Genova nella quale fu costruita anche la stazione dei treni di Novi Ligure, ancora oggigiorno fondamentale per il trasporto locale per la cittadinanza novese. Questa via di comunicazione favorì conseguentemente lo sviluppo industriale della città. L’esempio più concreto e memorabile fu l’industria di produzione delle mattonelle di carbone per le locomotive del novese Edilio Raggio chiamata la “Carborifera”. L’espansione industriale continuò anche nei primi anni del 1900 con la realizzazione dell’acciaieria (oggi popolarmente conosciuta come Ilva) nei pressi del Parco ferroviario di San Bovo. Il suo primo nome su “Ferriera di Novi Ligure”. Nel corso del tempo, con l’incentivo alle privatizzazioni industriali, l’acciaieria venne privatizzata e controllata prima dall’Ilva, poi dall’Italsider per poi tornare nuovamente all’Ilva del Gruppo Riva fino al 2018. In quest’anno, lo stabilimento di Novi Ligure passa sotto la proprietà della Società per Azioni ArcelorMittal Italia. Tornando indietro nel tempo, l’espansione della città fu limitata nel periodo delle due Guerre Mondiali. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Novi Ligure pagò il dazio peggiore la mattina dell’8 Luglio del 1944 quando a causa di un bombardamento da parte degli Americani causò ben 107 morti e centinaia di feriti, cambiando il volto della città dato che numerosi edifici come hotel ed edifici privati furono ridotti in macerie con numerose persone al loro interno. Non un periodo felice per una città che poi si risollevò col termine della Seconda Guerra Mondiale e col periodo di pace che ancora oggi si mantiene fortunatamente in tutta Europa.
Oggi Novi si presenta per essere conosciuta solo ed esclusivamente per la bellezza del suo centro storico con le sue opere architettoniche religiose e civili, aperta all’accoglienza del prossimo viaggiatore.

























